Il rapporto dentatura postura risale all'ontogenesi dell'uomo bipede: il quadrupede ha una mandibola molto prominente anteriormente rispetto al cranio e poderosi muscoli estensori del collo rispetto ai flessori che sono deboli perché usa la bocca come arma e come mezzo di trasporto delle prede oltre che per mangiare.

Per il bipede, l'aver potuto liberare mani e braccia dall'appoggio a terra ha determinato una serie di modificazioni: in primis l'adattamento alla forza di gravità. La funzione di presa e di offesa è passata alle mani: la bocca ha conservato ovviamente la funzione masticatoria ma ha acquistato una nuova funzione: quella di appoggio prioricettivo delle due arcate dentarie in sostituzione dell' appoggio esterocettivo delle due ex-zampe anteriori.

Gradualmente la mandibola è arretrata fino a far ingranare l'arcata dentaria inferiore internamente a quella superiore; l'articolazione temporo-mandibolare si è collocata esattamente al centro del cranio; quest'ultimo si è evoluto con la calotta verso l'alto ed i processi mastoidei verso il basso, il che ha consentito un maggior sviluppo della massa cerebrale. Le forze muscolari flessorie ed estensorie del collo si equivalgono e sono continuamente verificate nel loro equilibrio dalla deglutizione (che avviene circa 1.500 volte in una giornata indipendentemente dall'assunzione di liquidi e cibi).

I piedi rappresentano nell'evoluzione i restanti Appoggi Esterocettivi: hanno dovuto in parte modificare la loro funzione, acquisendo l'arco plantare. Quest'ultimo oltre alle funzioni statiche consente una adeguata trasmissione di impulsi facilitatori o inibitori alle catene muscolari coinvolte in modo involontario ed automatico sia nella deambulazione sia nella corsa. Ricordiamo che quando un uomo cammina, nell'avanzare di una gamba fa automaticamente avanzare anche il braccio opposto e viceversa, utilizzando in tal modo i riflessi ancestrali dei quadrupedi e finalisticamente mantenendo i quattro appoggi.

Alla nascita il neonato è dotato solo dell'organizzazione muscolare della suzione/deglutizione; dopo qualche mese il cranio si è quasi completamente modellato, la fronte è salita e l'occipite è disceso e sta maturando un sufficiente tono muscolare equilibrato dei muscoli del collo che si organizzano nei loro toni e nella lunghezza dei fusi delle miofibrille in modo interdipendente alla preesistente muscolatura di detta suzione/deglutizione.

Ha intanto inizio l'eruzione dei denti di latte ed il bambino riesce a star seduto, poi si colloca nella posizione di quadrupede: la fase da gattone. Il bambino va lasciato gattonare in quanto questa fase è essenziale per il futuro sincronismo della deambulazione, che avverrà sempre con un riflesso quadrupede. Successivamente inizia la fase di maturazione neuromuscolare dell'appoggio plantare. Per qualche tempo in maniera insicura e senza coordinamento con le braccia il bimbo accenna i primi passi: quando la dotazione dentale sarà sufficiente (fino al 5° molare), la deambulazione controlaterale e la coordinazione dei muscoli oculari adeguata, inizia la fase del collaudo.

Il bambino salta, corre, fa le capriole per rodare i propri meccanismi neuromuscolari (e non perché è vivace). Attraverso la perdita dei denti decidui e l'eruzione dei denti permanenti si ha una riorganizzazione dell'assetto occlusale; si avrà un coordinamento tra gli stimoli dei recettori esterocettivi dei piedi e degli occhi e quelli propriocettivi delle arcate dentarie; durante la deglutizione si esercita una pressione pari a 25-30 kg., mentre la lingua a sua volta preme sul palato con forza 5 kg.; se si pensa alle migliaia di deglutizioni che si hanno ogni giorno si vede come sono tonnellate di forza esercitate quotidianamente verso il cranio.

In posizione statica di riposo il peso corporeo è distribuito equamente fra il tallone e la pianta attivata dal riflesso tendineo dell'arco plantare. Nella stessa posizione statica la mandibola non ingrana con l'arcata superiore e rimane un piccolissimo spazio tra i denti.In deambulazione la pressione maggiore avviene prima sul tallone e, secondo un vettore fisiologico, si distribuisce poi alla pianta e all'alluce.Intanto nelle arcate dentarie la pressione maggiore avviene negli ingranaggi molari - premolari - canini; solo per mordere vengono usati gli appoggi anteriori (incisivi) come per correre si impiega l'avampiede.

Secondo la teoria dell'interdipendenza podalico - occlusale una alterata pressione del peso del corpo sui piedi (ad esempio carico interiorizzato sulla pianta alluce quando si portano i tacchi o quando si cammina in discesa) porta non solo a modifiche nella lordosi - cifosi - lordosi - cervicale ma anche nella posizione della mandibola che risulterà posteriorizzata. Quando si ha una riduzione della dimensione verticale occlusale per la perdita di contatto bilaterale fra i molari si avrà una retrusione mandibolare e, quindi, in senso discendente si provocheranno alterazioni nella postura.

Un ingranaggio dentale non idoneo che crea una deviazione laterale in chiusura della mandibola (per mancanza di denti da un lato o per protesi non bilanciata) provocherà uno stato di sofferenza a carico dei muscoli coinvolti ( temporale posteriore pterigoideo esterno e controlateralmente temporale anteriore e pterigoideo interno); sono coinvolti anche il trapezio olmolaterale e sterno - cleido - mastoideo controlaterale per cui la testa subirà una leggera flessione dal lato della deviazione avvicinandosi alla spalla che risulterà più alta della controlaterale.

Come conseguenza si avrà una deviazione della colonna sul lato cervicale con curve compensatorie toracico - lombari e per riflesso squilibri muscolari soprattutto dei muscoli ileopsoas con inclinazioni del bacino rispetto alla colonna vertebrale e dismetria degli arti inferiori in posizione supina. Nell' anziano la perdita degli elementi dentari, soprattutto i molari ed i premolari, e l' usura delle protesi creano un netto abbassamento della dimensione verticale e l'abitudine di togliere le protesi dentarie di notte unita al cedimento dell'arco plantare e dei metatarsi crea una involuzione della capacità funzionale e, quindi, una modifica posturale del tutto simile a quella di un infante prima della maturazione degli stimoli afferenti sia podalici che occlusali.

In queste condizioni vengono a mancare gli adattamenti alla forza di gravità per cui la testa avanza, le spalle si incurvano, le ginocchia si flettono.